Un certo ragazzaccio, classe di ferro 1930, qualche giorno fa ha compiuto gli anni...
...e siccome proprio non sapevo cosa regalargli, ho pensato di fare un omaggio al suo passato sportivo personale e, al tempo stesso, a quella sua grande passione che aveva caratterizzato molte serate passate insieme quando ero ragazzo davanti al piccolo schermo in bianco e nero:
La Boxe, la Noble Art.
Detto e fatto, rimedio due biglietti per andare a vedere un incontro di pugilato, per il titolo italiano dei pesi super leggeri.
In tutto questo c'era anche il fatto che io, dal vivo, al bordo di un ring, non mi ero mai avvicinato e che non c'eravamo mai andati insieme a vedere la boxe.
In qualità di figlio di un ex pugile e nipote di un certo numero di ex pugili, al di là di un paio di pietose scaramucce con i cuginetti al tempo dei pantaloni corti, avevo dentro solo il feeling nativo del guantone incrociato e termini affascinanti come montante, gancio, uppercut...ma nessuna idea dell'atmosfera reale che si respira a 3 metri dal ring.
Devo dire che lo spettacolo è stato parecchio al disotto delle mie aspettative emotive e dei miei ricordi televisivi di un Nino Benvenuti, di un Cassius Clay, di un Carlos Monzon; di nobile nell'arena romana di ieri sera c'è stato davvero ben poco, per non parlare dell'arte e della cultura del pubblico, praticamente assenti.
Ma la vera grande emozione, quella per la quale ero partito verso le prime file, quella c'è stata proprio tutta: il lampo brillante negli occhi del mio ex regionale dei pesi leggeri è stato il regalo che lui ha fatto a me.
Stay boxed ;-)
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